Screening, che cosa sono?

I programmi di screening sono esami che, offerti a una determinata popolazione a rischio, permettono di individuare una malattia in fase iniziale o ancora prima che si sviluppi e dia sintomi, tramite i suoi possibili precursori.
Gli screening sono esami condotti su fasce più o meno ampie della popolazione allo scopo di individuare una malattia precocemente o ancora prima che si manifesti, tramite anomalie rilevabili in anticipo.
Gli screening fanno parte della prevenzione secondaria, volta alla diagnosi precoce, e non vanno confusi con la prevenzione primaria con la quale si cerca di intervenire su abitudini, comportamenti o sulla rimozione di inquinanti nell’ambiente.
Quali sono le caratteristiche dello screening?
E’ opportuno chiarire che un esame di screening è diverso da un accertamento prescritto dal medico, l’esito del quale gli servirà per identificare la natura di un disturbo.
Quindi lo screening ha lo scopo di escludere la presenza di una malattia, o di diagnosticarla precocemente, mentre gli accertamenti clinici possono comprendere insiemi di esami al fine di comprendere l’origine di segni e sintomi.
Nel soppesare rischi, costi e benefici dei programmi di screening occorre ricordare che essi si rivolgono a persone nella grande maggioranza sane. Ciò impone di non eccedere in accertamenti diagnostici invasivi o che comportino costi eccessivi per la collettività.
Non sempre un esame si presta a essere un buon metodo di screening. Per essere utilizzato in uno screening, l’esame deve rispondere a diversi requisiti.
Deve essere sicuro
Lo screening si rivolge a persone che hanno una elevatissima probabilità di essere sane e questo impone la scelta di test che comportino il più basso livello di effetti collaterali e rischi in rapporto ai benefici attesi.
Deve essere accettabile
L’indagine deve essere accettabile per le persone che saranno coinvolte. Un test molto efficace ma che per le sue caratteristiche risulti poco gradito alla popolazione di riferimento è poco adatto a essere impiegato in uno screening, perché la percentuale di soggetti che aderiranno al programma sarà inevitabilmente inferiore rispetto a quella attesa.
Deve poter modificare il decorso della malattia
Non si organizza uno screening di popolazione se la diagnosi precoce della malattia non può cambiarne il decorso (non sono disponibili trattamenti in grado di curarla o di rallentarne il decorso) riducendone la mortalità.
Deve avere un costo sostenibile per la collettività
Dal momento che lo screening si rivolge a popolazioni che possono essere anche molto ampie, ed è offerto dal servizio sanitario, occorre coniugare l’efficacia diagnostica del test alla sostenibilità economica del programma.
Deve essere il più possibile attendibile
Non esistono test diagnostici perfetti: un test è tanto più affidabile ed efficace quanto più sa combinare una elevata sensibilità a un’alta specificità.
Un test è tanto più sensibile quanto più individua le persone affette dal tumore e riporta un numero minimo di falsi negativi (test negativo in presenza di patologia).
Un test è specifico se da il minor numero possibile di falsi positivi, (minima probabilità di segnalare una malattia in chi non ne è affetto).
Al di fuori dagli screening o degli esami richiesti dal medico per chiarire l’origine di segni e sintomi sospetti, non è consigliabile né opportuno sottoporsi a ulteriori test diagnostici. Un numero elevato ed eccessivo di esami può infatti far aumentare i possibili rischi che essi comportano. Inoltre può portare a individuare possibili malattie indolenti, che non danno particolari rischi, o altre la cui diagnosi precoce non permette né un aumento delle prospettive di cura né una riduzione della mortalità.
Fonte:
https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/guida-agli-screening/che-cosa-sono-gli-screening

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