Sulle microplastiche dubbi per studi controversi

Il 13 gennaio 2026, The Guardian ha pubblicato un’inchiesta esclusiva intitolata “‘A bombshell’: doubt cast on discovery of microplastics throughout human body” (Una bomba: dubbi sulla scoperta di microplastiche nel corpo umano) che mette in discussione la validità di numerosi studi recenti sulla presenza di microplastiche negli organi umani.

I punti principali emersi dall’inchiesta e dal dibattito successivo sono:

Criticità Metodologiche

Contaminazione e falsi positivi: molti scienziati sostengono che nelle rilevazioni di micro e nanoplastiche in tessuti come cervello, testicoli, placente e arterie ci potrebbero essere errori causati dalla contaminazione dei campioni in laboratorio o da segnali analitici errati.

Interferenze Biologiche

E’ emerso che alcuni grassi naturali presenti nel cervello umano possono produrre segnali chimici facilmente scambiabili per polietilene (plastica) durante le analisi.

Metodologie messe in dubbio

La tecnica Py-GC-MS (vaporizzazione del campione per catturarne i fumi) è stata criticata perché soggetta a interferenze che la renderebbero inadatta a identificare con precisione PVC o polietilene in campioni biologici.

Impatto sulla Ricerca Scientifica

L’inchiesta ha identificato circa 20 studi ad alto impatto criticati nella letteratura scientifica per lacune metodologiche, come la mancanza di controlli adeguati (i cosiddetti “blanks”).

Alcuni esperti hanno espresso preoccupazione per una “corsa alla pubblicazione” di risultati scioccanti da parte di ricercatori con limitata esperienza analitica, trascurando i controlli di routine.

The Guardian sottolinea che non vi è alcun sospetto di cattiva fede o frode scientifica, ma piuttosto una necessità di correzione in un campo di ricerca nuovo e tecnicamente complesso.

Prove difettose potrebbero portare a regolamentazioni fuorvianti o fornire argomenti ai lobbisti dell’industria plastica per minimizzare i rischi reali dell’inquinamento.

Nonostante i dubbi sulle quantità esatte trovate in alcuni organi, la comunità scientifica concorda sul fatto che le microplastiche siano ubique nell’ambiente e che vengano regolarmente ingerite e inalate dall’uomo e siano presenti in una certa misura nel corpo umano, ma non implica necessariamente che queste causino danni. Per fare chiarezza e capire meglio l’entità del problema viene da tempo segnalata la necessità di maggiore collaborazione tra i gruppi di ricerca e di ulteriori studi su larga scala.

[A.I. – assisted creation]

 

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