Fotoinvecchiamento della pelle da raggi UV

Come in Occidente, le regole per essere definite “belle” siano cambiate moltissimo dagli inizi del ’900 ad oggi, anche in Oriente ci sono stati dei cambiamenti ma le ragazze non riescono proprio a sottrarsi a uno dei requisiti fondamentali per i canoni estetici cinesi: quello della pelle bianca.
Se in Occidente siamo alla ricerca spasmodica della tintarella in ogni periodo dell’anno, in Cina la pelle scura è assolutamente bandita.
L’origine di questo standard estetico risale al tempo dell’impero cinese ed era sinonimo di nobiltà ed eleganza. Un distinguo dalle donne abbronzate che erano costrette a lavorare nei campi e dunque esposte ai raggi solari. Ma, c’era anche un simbolismo culturale del bianco a rappresentare la purezza, la
raffinatezza, l’ordine; collegato al Confucianesimo.
Il Giappone ha ereditato dalla Cina un ideale già consolidato, trasformandolo in una forma più codificata e visivamente estrema (es. volto completamente bianco).
In Occidente invece, pensando che una carnagione colorata e abbronzata sia sinonimo di salute, la tintarella gode di ottima reputazione.
Questa secolare tradizione estetica, di tutelare la pelle dai raggi solari, ha precorso le scoperte scientifiche sul rischio della esposizione ai raggi solari.
La ricerca ha confermato che l’eccessiva esposizione ai raggi UV resta uno dei principali fattori di rischio per i tumori della pelle ed è importante adottare sempre delle misure preventive, soprattutto durante la stagione estiva, quando siamo maggiormente esposti ai raggi solari.
Il sole è uno dei principali fattori che contribuiscono al foto-invecchiamento precoce della pelle.
Il foto-invecchiamento (o photoaging) è l’invecchiamento precoce della pelle causato dall’esposizione cronica ai raggi ultravioletti (UV), che accelera i naturali processi biologici di invecchiamento.
La pelle è composta da tre strati: l’epidermide, o strato più esterno; il derma, o strato intermedio; e il sottocute, o lo strato più in basso.
Il derma contiene collagene, elastina e altre fibre che supportano la struttura della pelle conferendole l’aspetto liscio e giovanile. Questo strato della pelle è in perenne sviluppo: in età giovanile esiste un equilibrio tra la sintesi di nuovo collagene da parte dei fibroblasti e la sua degradazione ma nel caso del foto-invecchiamento si ha uno sbilanciamento dell’equilibrio nell’attività dei fibroblasti, orchestrato principalmente da una famiglia di enzimi chiamati metalloproteasi della matrice (MMP), con alterato recupero di collagene e conseguente processo di invecchiamento più rapido della pelle. Il danno cronico provocato dai raggi UV è chiamato dermatoeliosi. Questo tipo di alterazioni cutanee, precoci rispetto all’età anagrafica si sommano a quelle fisiologiche dell’invecchiamento.
I raggi UVA e UVB si distinguono principalmente per la loro capacità di penetrazione e per il tipo di danno che infliggono alla struttura cutanea.
Raggi UVA: “A” come Aging (invecchiamento).
Rappresentano circa il 95% della radiazione UV che raggiunge la Terra e sono presenti con intensità costante tutto l’anno. Penetrano in profondità nel derma, distruggendo le fibre di collagene ed elastina attraverso la produzione di radicali liberi. Sono i principali responsabili delle rughe profonde, della perdita di elasticità e possono danneggiare il DNA cellulare. Sono i principali responsabili del foto-invecchiamento (rughe, perdita di tono, macchie). Hanno la caratteristica di attraversare le nuvole e i vetri delle finestre o delle auto.
Raggi UVB: “B” come Burning (scottatura).
Costituiscono il restante 5% circa della radiazione e la loro intensità varia a seconda della stagione e dell’ora del giorno. Colpiscono lo strato superficiale (epidermide) fermandosi agli strati più superficiali e sono i diretti responsabili delle scottature; stimolano la produzione di melanina (abbronzatura) come meccanismo di difesa ed hanno azione diretta sul DNA cellulare provocando danni molecolari immediati.
Sono parzialmente schermati dalle nuvole e vengono bloccati dai vetri comuni.
Negli ultimi anni, alcune ricerche si stanno concentrando sugli effetti aggiuntivi che altre forme di luce possono avere sulla pelle e secondo uno studio del 2014 la radiazione solare non UV contribuisce in modo significativo al foto-invecchiamento. Il riferimento è alla luce infrarossa (invisibile all’occhio e percepita come calore) e alla luce visibile blu ad alta energia denominata HEV (High Energy Visible) emessa dal sole e da dispositivi come i telefonini o i video e può essere vista dall’occhio umano.
Fortunatamente, nessuna delle due energie è stata collegata al cancro della pelle, ma è stato dimostrato che abbattono il collagene e l’elasticità della pelle.

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