Test nutrigenetici: cosa sono

I test nutrigenetici sono analisi del DNA, solitamente effettuati tramite tampone salivare non invasivo, che studiano le varianti genetiche per personalizzare dieta, attività fisica e stile di vita. Analizzano come l’organismo metabolizza nutrienti e possibili predisposizioni a intolleranze (lattosio, glutine).

La maggior parte dei geni coinvolti spiega una percentuale minima della risposta nutrizionale che, invece, è in correlazione a decine di altri geni e all’azione dell’ambiente.

Molti test analizzano pochi SNP isolati (Single Nucleotide Polymorphisms) senza considerare interazioni geniche, ma nella realtà biologica conta la rete non il singolo interruttore: lo stesso SNP può avere effetti diversi in contesti diversi. Pertanto, un SNP non è una diagnosi.

Molte correlazioni gene–nutriente derivano da studi osservazionali, da correlazioni deboli e da popolazioni specifiche; non hanno trial randomizzati di follow-up, non dimostrano che seguire le loro indicazioni migliori gli esiti. Ciò solleva dubbi sulla necessaria scientificità.

Questi test parlano solo di DNA (statico) ignorando l’epigenetica, il microbiota, l’attività fisica, lo stress, che spiegano molto più del genotipo in molti casi.

Quindi in assenza di outcome clinici (misure di esito) non è medicina… Trovi il lettore il termine più idoneo.

Cinque raccomandazioni della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU)

La nutrigenetica ha solide basi biologiche, ma le attuali applicazioni commerciali superano di molto il livello di evidenza scientifica disponibile. (https://www.nationalacademies.org/read/25147/chapter/6)

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