Panel test e intolleranze alimentari

I panel test per le intolleranze alimentari sono esami eseguiti su un unico prelievo di sangue per analizzare contemporaneamente la reattività a un numero elevato di alimenti (solitamente pacchetti da 60, 90, 120 o oltre 200 cibi).
Questi test si basano quasi esclusivamente sul dosaggio degli anticorpi IgG4 (immunoglobuline G della sottoclasse 4). Nonostante la loro ampia diffusione in farmacie e centri privati, l’utilità clinica di questi test è oggetto di forti critiche da parte della comunità scientifica internazionale che chiarisce come la presenza di IgG4 contro un alimento indica spesso una normale esposizione e lo sviluppo di una naturale tolleranza immunologica, piuttosto che un’intolleranza patologica.
Molti di questi panel test sono considerati non attendibili per diagnosticare disturbi cronici con la conseguenza che spesso, generando numerosi “falsi positivi”, portano i pazienti a eliminare decine di alimenti senza una reale necessità medica.
I panel test, a differenza del Breath Test (per il lattosio) o della ricerca di anticorpi specifici per la celiachia, non misurano un malassorbimento enzimatico o una patologia autoimmune definita.
Intolleranza alimentare: validità dei test
La validità dei test per le intolleranze alimentari è un tema dibattuto in cui la comunità scientifica distingue nettamente tra esami diagnostici validati e test definiti “alternativi” o privi di fondamento scientifico.
Test Scientificamente Validati
Le uniche intolleranze per cui esistono esami affidabili e riconosciuti dalle società scientifiche (come la SIAAIC – Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica) sono:
intolleranza al lattosio: si diagnostica con il Breath Test (test del respiro all’idrogeno), che misura la capacità dell’intestino di digerire questo zucchero del latte;
celiachia (intolleranza al glutine): viene identificata attraverso il dosaggio di specifici anticorpi nel sangue (IgA anti-transglutaminasi) ed eventualmente confermata tramite biopsia intestinale o test genetici per la predisposizione.
dieta ad eliminazione: considerata uno strumento diagnostico utile sotto stretto controllo medico per identificare alimenti problematici tramite esclusione e successiva reintroduzione.
Test Privi di Validità Scientifica
Molte procedure ampiamente pubblicizzate in farmacia o centri privati sono considerate non attendibili o inappropriate per una diagnosi clinica:
Dosaggio IgG4: La presenza di anticorpi IgG contro gli alimenti è spesso segno di normale esposizione e tolleranza immunologica, non di una patologia.
Cytotest (Test Citotossico): Si basa sull’osservazione delle variazioni dei globuli bianchi a contatto con estratti alimentari, ma è ritenuto privo di ripetibilità e valore diagnostico.
Kinesiologia applicata e Test Bioelettronici (EAV): Valutano la forza muscolare o la resistenza elettrica cutanea; non hanno alcuna base biochimica o medica dimostrata.
Analisi del capello: Inefficace per diagnosticare reazioni avverse agli alimenti.
L’utilizzo di test non validati può portare a diete eccessivamente restrittive e non equilibrate, con il rischio di carenze nutrizionali senza risolvere il problema di salute sottostante.
[A.I. – assisted creation]

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