Intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio può essere una forma di “ipolattasia primaria” che può presentarsi in:
- congenita (rara): il neonato nasce già con una grave carenza di lattasi;
- tipo adulto (più comune): molto frequentemente insorge in età adulta ed è anzi la condizione biologica “normale” per la maggior parte dell’umanità; non è un’allergia ma un naturale declino enzimatico presente in molte popolazioni (soprattutto asiatiche, africane e sud europee).
Geneticamente, siamo programmati per produrre l’enzima lattasi (che scinde lo zucchero del latte) durante lo svezzamento. Una volta cresciuti, la produzione di questo enzima tende a diminuire progressivamente: il corpo smette di investire energia per produrre un enzima che, in natura, servirebbe solo ai neonati.
Può manifestarsi a 20, 30 o anche 50 anni poiché la velocità della decrescita enzimatica dipende dal proprio patrimonio genetico, così come la quantità prodotta. Spesso esiste una soglia personale di tolleranza per cui conviene provare gradualmente e capire quanto lattosio si riesce a gestire.
Altra condizione è la intolleranza secondaria (temporanea) causata non per genetica, ma perché l’intestino subisce un danno (gastroenteriti virali o batteriche, malattie infiammatorie), per cui la sua superficie interna diventa piatta (atrofia dei villi intestinali) e perde la sua funzione, rendendo il soggetto temporaneamente intollerante.
L’intestino tenue non è come un tubo liscio, ma come un tappeto di velluto a pelo lungo. I villi (i peli del tappeto) sono microscopiche proiezioni a forma di dito con duplice funzione:
aumentare la superficie assorbente (se stirassimo i villi questa superficie sarebbe grande quanto un campo da tennis),
ospitare gli enzimi digestivi, tra questi la lattasi.
Quando l’intestino subisce un insulto (infiammazione, infezioni violente) i villi si infiammano, si retraggono e infine si appiattiscono col risultato che il “velluto” diventa una “moquette” liscia riducendo notevolmente la superficie di assorbimento. Poiché la lattasi si trova proprio sulla “cima” dei villi, sono le prime molecole a sparire. Il lattosio passa oltre senza essere scisso, arriva nel colon e viene fermentato dai batteri, causando i sintomi dell’intolleranza. Nella maggior parte dei casi, i villi hanno una straordinaria capacità di rigenerarsi. Una volta eliminata la causa dell’infiammazione, le cellule staminali intestinali ricostruiscono i villi in poche settimane, ripristinando anche la produzione di enzimi.
Vuoi conoscere come i villi producono gli enzimi digestivi?
[A.I. – assisted creation]

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