ETICHETTA nei latticini e formaggi

OCCHIO ALL’ETICHETTA DEI LATTICINI E FORMAGGI

Sotto la stessa etichetta ci possono essere due prodotti differenti.

Controllate bene il marchio di identificazione rappresentato dalla sigla racchiusa nell’ovale.

Nella foto sotto si nota la diversa composizione: il prodotto italiano, identificato dalla lettera “R“,  contiene fermenti lattici che mancano in quello tedesco, identificato dalla lettera “M“, e che invece contiene acido citrico.

Nella confezione contenente la mozzarella la lettera riferita al marchio di identificazione è posta sotto la data di scadenza.

La mozzarella deve contenere i fermenti lattici, poi deve utilizzare caglio fresco che può essere di origine animale o vegetale ma normalmente si ricava dallo stomaco dei bovini.

Il caglio serve a far coagulare il latte, quindi dopo una prima fase cosiddetta cagliata, il latte deve riposare per circa 4 ore, che servono a far agire anche i fermenti lattici per raggiungere il giusto grado di acidità.

Successivamente viene aggiunto il sale e la cagliata viene trasformata in mozzarella, attraverso la filatura. Poi viene raffreddata, impacchettata e posta in frigo per la conservazione.

Una mozzarella prodotta con questo sistema è una mozzarella di qualità e sull’etichetta troveremo riportati gli ingredienti:

latte fresco, fermenti lattici, caglio, sale.

Una mozzarella con queste caratteristiche avrà un prezzo medio-alto all’acquisto, perchè il processo produttivo di qualità è un processo lungo e costoso per chi lo rispetta.

Diffidate dalle mozzarelle che riportano negli ingredienti la dicitura:

correttore di acidità acido citrico, utilizzato quando la mozzarella viene prodotta con tempi di produzione molto brevi. L’acido citrico aumenta velocemente l’acidità senza tempi d’attesa, a danno ovviamente del sapore e della qualità.

Diffidate delle mozzarelle che riportano in etichetta:

cagliata, acqua, acito citrico o acido lattico o sorbato di potassio

sono le cosiddette mozzarelle prodotte senza latte. Al posto del latte si utilizza la cagliata, spesso surgelata, miscelata con acqua e viene aggiunto anche una maggiore quantità di sale per dare il sapore, che altrimenti non avrebbe. Il costo di una mozzarella prodotta in questo modo deve essere ovviamente molto inferiore.”

Fonte: http://www.deabyday.tv/cucina-e-ricette/abc-della-cucina/guide/2295/Come-riconoscere-una-mozzarella-di-qualit-.html#sthash.VzoiniBz.dpuf

marchio ovale IT

Bollo sanitario e marchio di identificazione marchio ovale D

Il bollo sanitario viene rilasciato soltanto quando l’azienda lattiera o casearia soddisfa le direttive CE sull’igiene. Il bollo ovale contiene un codice formato da tre sigle. In alto è riportata la sigla del paese di provenienza (per esempio DE per la Germania o IT per l’Italia), al centro il numero di riconoscimento dello stabilimento, che è formato a sua volta dalla sigla del Land (per esempio BY per la Baviera) e da una serie di numeri, ed in basso la sigla della Comunità Europea (in Germania: “EG”).

 

Il Regolamento CE 853/04 stabilisce che i prodotti di origine animale possono essere immessi sul mercato solo se sono stati manipolati o preparati in stabilimenti che soddisfino i requisiti del Regolamento CE 852/04 e degli allegati II e III e che siano riconosciuti e registrati presso l’autorità competente.

Ma qual è la differenza tra bollo sanitario e marchio di identificazione?

IL bollo sanitario si applica sulle carni fresche seguendo le procedure previste dall’allegato I, Sezione I, Capo III del Reg CE 854/04.

Il marchio di identificazione si applica ai prodotti di origine animale non trasformati, trasformati e composti ai sensi dell’Allegato II, Sezione I del Regolamento CE 853/04, quali i prodotti a base di carne, latte e derivati, prodotti della pesca e uova.

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