Arance moro, sanguinello, tarocco


Il gruppo varietale dell’arancio rosso si distingue dal biondo per la presenza degli antociani, pigmenti idrosolubili appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, che conferiscono il colore rosso alla buccia e/o alla polpa. La pigmentazione a carico degli antociani è sotto controllo genetico e si definisce a espressività variabile, in quanto è anche dipendente dall’escursione termica tra il calore delle ore diurne, necessario per la piena maturazione del frutto, e il freddo delle ore notturne.

La stretta dipendenza dalle basse temperature è anche il motivo per cui, nelle aree tropicali di coltivazione (come Brasile e Florida), il livello di pigmentazione dell’arancia rossa rimane debole e insignificante.

Gli scienziati hanno esaminato le origini delle arance rosse, usando tecniche genetiche ma anche consultando antichi libri e le pitture di Bartolomeo Bimbi, un artista fiorentino autore della collezione Medici Citrus risalente al XVIII secolo. I risultati dimostrano che, mentre esiste tutt’ora una varietà di arance rosse in Cina, quelle di Sicilia si sono originate a seguito di una mutazione indipendente, che probabilmente è avvenuta una volta che l’arancia dolce è stata portata nelle aree del Mediterraneo proprio dalla lontana Cina. (https://www.lastampa.it/2012/03/14/scienza/scoperto-perche-le-arance-rosse-fanno-cosi-bene-NKUzpuCiXbhfdlT36bCiRO/pagina.html)

Le varietà dell’Arancia Rossa

Sanguinello: varietà dalla forma oblunga, pigmentata, con polpa molto succosa che va dal giallo arancio al rosso intenso, poco zuccherina e con elevato contenuto di acido citrico; generalmente con pochi semi, matura a Febbraio ma si conserva sulle piante fino ad Aprile. Oltre alla varietà di arancia “Sanguinello Comune” che, come origine, proviene dalla Spagna, esiste anche la varietà di arancia “Sanguinello Moscato”, di origine siciliana. Quest’ultima si distingue dalla varietà comune per i frutti di dimensioni leggermente maggiori e dalla forma più allungata, la buccia (scorza) presenta sfumature rosse meno marcate. La differenza principale tra le due varietà risiede nel particolare aroma fruttato della polpa del Sanguinello moscato, che richiama l’uva moscato.

Moro: questa varietà è di origine italiana, caratterizzata dalla polpa di colore arancio-rosso intenso per la presenza di grandi quantità di antocianine. Ha forma ovoidale o sferica, buccia di medio spessore e di colore arancio, con sfumature di tonalità rosso vinoso e di grana medio-fine. La polpa succosa, di tessitura fine ed acidità elevata, è totalmente priva di semi; la sua conservabilità è buona, alla temperatura di 8-10 °C con umidità abbastanza elevate (sino a 4 settimane dalla raccolta). Questa cultivar è la prima a maturare tra le arance rosse: è possibile gustarla dai primi di dicembre a metà marzo.

Tarocco: Si pensa nasca da una mutazione gemmaria del comune Sanguinello scoperta in un agrumeto di Francofonte (Siracusa) alla fine dell’ottocento. Oggi esistono molti cloni che differiscono per epoca di maturazione, forma del frutto e grado di pigmentazione. Si tratta di una varietà pregiata, in genere priva di semi. Le arance della varietà Tarocco sono fra le più apprezzate e richieste sul mercato. Il frutto è di forma sferica tendente all’ovoidale con una base larga ed un apice che, lievemente infossato al suo centro e rilevato ai bordi, forma il caratteristico “muso” . La buccia di grana fine e di spessore sottile o medio, dal colore giallo-arancio tendente all’arrossato su oltre metà della sua superficie. La polpa, priva di semi, è giallo arancio, con pigmentazioni rossastre più o meno intense a seconda del momento di raccolta, mediamente succosa e di gradevolissimo sapore. Le arance Tarocco si possono conservare anche per due mesi a basse temperature e in ambienti dalla buona umidità dell’aria.

Quando acquistate delle arance scegliete frutti sodi, non troppo duri né troppo molli, con la buccia ben aderente al frutto e con il picciolo ancora verde, indice che l’arancia è stata raccolta da pochi giorni. Non fatevi ingannare dalle dimensioni: quelli che spesso riteniamo frutti di serie B perché più piccoli, magari non perfettamente rotondi e destinati alla spremuta, dal punto di vista organolettico sono invece pregiati.

Ricordate, quando sbucciate un’arancia, di preservare buona parte dell’albedo che possedendo svariate proprietà è definito farmaco naturale e alleato del nostro organismo, svolgendo tra l’altro azione saziante ed anche regolatrice dell’intestino.


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