Pediculosi: ospiti indesiderati

Cos’è la pediculosi?

E’ un’infestazione molto comune provocata dai pidocchi, piccoli parassiti di colore bianco-grigiastro che vivono solo sull’uomo e ne succhiano il sangue. Hanno dimensioni da uno a tre millimetri e depongono le uova (lendini) attaccandole al fusto dei capelli o dei peli. I pidocchi, al di fuori del corpo umano, non possono vivere a lungo

“Le infestazioni di questi parassiti sono frequenti sia nei Paesi ricchi che in quelli in via di sviluppo e non c’è una correlazione stretta tra l’igiene personale, lo stato di pulizia degli ambienti casalinghi e la diffusione dei parassiti.”

Come si trasmette da persona a persona?

“La trasmissione avviene per contatto diretto con persone già infestate oppure attraverso lo scambio di indumenti o effetti personali, come cuscini, cappelli, sciarpe o pettini. Anche se il meccanismo di trasmissione principale è il contatto diretto, la trasmissione può avvenire in molti altri modi, per esempio in maniera indiretta attraverso imbottiture di sedie e poltrone, materassi, coperte, asciugamani, abiti e tavolette del water nei bagni pubblici. Questi casi sono piuttosto rari essendo i pidocchi poco resistenti al di fuori del loro habitat.

“Le uova, dette lendini, sono di colore chiaro, hanno una forma a pinolo e sono lunghe circa 1 mm. Le femmine del pidocchio del capo depositano le lendini alla radice dei capelli grazie a una sorta di colla resistentissima. Il pidocchio del pube le attacca sui peli del corpo, in particolar modo nel pube e sotto le ascelle. Il pidocchio del corpo invece, attacca le uova sulla fine peluria degli indumenti, particolarmente su quelli di lana. Le uova di tutti i pidocchi maturano e schiudono in 7 giorni. Nel corso di un mese, le varie specie possono deporre sull’ospite dalle 80 alle 300 uova.”

I più colpiti dalla pediculosi sono i bambini in età prescolare e scolare (3-11 anni) e le loro famiglie, perché hanno più occasioni per contatti stretti. Le bambine, probabilmente a causa dei capelli lunghi, sono più colpite dei maschi.

Esistono diversi tipi di pidocchi?

“Esistono tre diverse specie di pidocchi: quello della testa (Pediculus capitis), quello del corpo (Pediculus humanus) e quello del pube (Phthirus pubis).”

Il più diffuso è quello della testa ed è quasi indistinguibile da quello del corpo che è piuttosto raro. Il pidocchio del pube, conosciuto col nome di “piattola”, ha una forma più schiacciata rispetto alle due specie. Tutti e tre i tipi di pidocchi sono nocivi, ma una specie in particolare, quella del corpo, può rappresentare un serio problema sanitario in quanto vettore di malattie epidemiche gravi.”

Quali disturbi provoca sulla persona?

L’infestazione si manifesta con irritazione, provocata dalla saliva irritante del parassita, e intenso prurito nella zona interessata dall’infezione, che a sua volta, in seguito a lesioni da grattamento della cute, causa dermatiti, impetigine (infezione batterica superficiale della pelle, molto contagiosa che colpisce soprattutto i bambini) e altre affezioni simili dovute a stafilococchi.

Come fare a vedere se si hanno i pidocchi?

Un’accurata ispezione del cuoio capelluto è sufficiente per scoprire l’infestazione. Per prima cosa è indispensabile la localizzazione delle uova, grazie alla quale si può risalire al tipo di pidocchio in questione. Le lendini solitamente si ritrovano attaccate alla radice dei capelli della nuca e a quelli intorno alle orecchie, dove trovano le condizioni di temperatura e umidità più favorevoli alla schiusa.

Le uova, che rimangono attaccate ai capelli, seguono la crescita di questi ultimi salendo verso la superficie. Misurando la distanza che separa le lendini dal cuoio capelluto, si può calcolare approssimativamente da quanto tempo è in corso l’infestazione, dato che i capelli umani crescono circa 1 cm al mese. Anche se non c’è una stretta correlazione tra lunghezza dei capelli e infestazione dei pidocchi, i capelli corti facilitano il trattamento della pediculosi.

Il pidocchio del corpo si trova soprattutto in quegli indumenti che sono a diretto contatto con il corpo, come maglie, canottiere, corpetti e mutande, ma può trovarsi anche nel cavallo dei pantaloni e nelle maniche delle giacche.

I pidocchi del pube si rinvengono tra i peli delle regioni pubica e perianale, ma è possibile trovarne in tutte le altre aree pilifere del corpo quali torace, cosce, ascelle, ciglia, sopracciglia, barba e baffi, ma mai nei capelli. Perché non si trovano nei capelli? La spiegazione è data dalla presenza di grandi uncini del parassita pubico che sono adatti per aggrapparsi a peli più grossolani e robusti di quelli dei capelli. Il pidocchio del pube si trasmette per contatto intimo in particolare negli adulti, ma non è raro trovare bambini con i parassiti in comunità molto infestate.

Come prevenire il contagio?

In genere la prevenzione della pediculosi viene fatta insegnando le corrette pratiche igieniche, suggerendo di evitare la condivisione di pettini, spazzole, cappelli, sciarpe e indumenti. Negli adulti, un comportamento sessuale responsabile riduce il rischio di acquisizione delle piattole e delle malattie sessualmente trasmesse.

L’igiene personale, compreso il regolare cambio degli indumenti, previene e combatte l’infestazione da pidocchi. Il pidocchio del capo si diffonde facilmente nell’ambito di un nucleo familiare, specialmente se numeroso, o nelle comunità infantili tra i bambini. È buona norma, dunque, controllare spesso i bambini.

In commercio esistono prodotti che vengono definiti preventivi nei confronti della pediculosi: in realtà, a parte gli insetticidi, non esistono prodotti repellenti in grado di impedire al pidocchio di infestare una persona. È quindi inutile usare questi prodotti prima dell’infestazione.

Come trattare l’infestazione da pidocchi?

Accertata la presenza di pidocchi si impone il “ricorso a prodotti insetticidi. In commercio esistono molti prodotti formulati come polveri aspergibili, shampoo, lozioni o spray. I principi attivi più utilizzati sono l’estratto di piretro o piretroidi di sintesi come la tetrametrina. Le lozioni in genere sono più efficaci rispetto agli shampoo, ma vanno lasciate agire per più tempo. Il pettine a denti fitti è un altro mezzo essenziale per eliminare le uova e i pidocchi uccisi dall’insetticida. In genere è necessaria una seconda applicazione di insetticida 7-10 giorni dopo la prima, per uccidere i pidocchi nati dalle uova schiuse dopo il primo trattamento. I prodotti da utilizzare sono gli stessi per le diverse specie di pidocchi: sarà il medico a decidere la posologia e le modalità di utilizzo.

Ogni disinfestazione di tipo ambientale è da considerarsi inutile.”

Per quanto riguarda il pidocchio del pube, il sistema più semplice è rasare i peli delle parti interessate, per rimuovere uova e adulti. Si possono impiegare le lozioni e le polveri come indicato nei casi precedenti ed eventualmente ripetute dopo 4-7 giorni di intervallo.

La pediculosi del corpo, ormai piuttosto rara in Italia, riguarda singoli individui o piccole comunità. In questo caso, le persone infestate devono lavarsi accuratamente con insetticida. I vestiti vecchi vanno lavati con acqua bollente e insetticida; gli abiti nuovi dovrebbero essere trattati con insetticida prima di essere indossati.

La migliore formulazione per il trattamento contro il pidocchio del corpo è quella in polvere aspergibile. Per i trattamenti individuali sono sufficienti pochi grammi di polvere insetticida, che va applicata sulle superfici interne degli indumenti, con particolare attenzione a cuciture, pieghe, toppe e tasche. Un trattamento unico degli indumenti come descritto sopra è in genere sufficiente, ma un secondo intervento dopo 8-10 giorni è consigliato. Anche i letti delle persone infestate vanno trattati, aspergendo accuratamente materassi, cuscini e coperte. Lenzuola e vestiti devono essere lavati con acqua bollente, o sterilizzati a secco esponendoli a una temperatura di 70°C per un’ora.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità (ISS)

 

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