Sarcopenia: l’invecchiamento dei muscoli

La sarcopenia, definita come una perdita di funzionalità e massa muscolare associata all’età, si verifica in circa il 6-22% degli anziani. (1)
Il criterio prioritario per identificare la sarcopenia, secondo il consorzio europeo EWGSOP2 (2019), è la riduzione della forza muscolare, seguita dalla perdita di quantità/qualità del muscolo.
Si distingue in:
- primaria, legata esclusivamente all’invecchiamento fisiologico;
- secondaria, causata da malattie sistemiche (es. insufficienza d’organo, tumori), sedentarietà o malnutrizione;
- grave, se alla perdita di forza e massa si associa una compromissione della performance fisica (es. velocità del cammino ridotta).
Il processo inizia spesso dopo i 30 anni, con una perdita di circa l’1% di massa muscolare all’anno, per accelerare dopo i 60 (1,5 – 2,5% per anno).
I fattori chiave del suo determinismo includono: squilibrio proteico per la riduzione della sintesi proteica muscolare e l’aumento della degradazione proteica; alterazioni ormonali (calo di testosterone, GH ed estrogeni); infiltrazione adiposa con sostituzione di tessuto fibro-adiposo, al posto delle fibre muscolari di tipo 2 (veloci) diminuite, con relativo peggioramento della qualità del muscolo; stato infiammatorio cronico (inflammaging) con danno dei tessuti muscolari.
“Per il trattamento della sarcopenia, raccomandiamo vivamente la prescrizione di attività fisica basata sulla resistenza e, a titolo condizionale, l’integrazione proteica/una dieta ricca di proteine. Non viene fornita alcuna raccomandazione per l’integrazione di vitamina D o per la prescrizione di ormoni anabolizzanti. Mancano prove solide per valutare l’efficacia di altre opzioni terapeutiche.” (2)
Gli interventi standard definiti dalle linee guida internazionali includono:
attività fisica: esercizi di resistenza (pesi, elastici) sono considerati il gold standard per stimolare la ripresa muscolare; (3)
nutrizione: apporto proteico giornaliero medio di 1,0-1,2 g di proteine/kg di peso corporeo negli anziani; un apporto proteico più elevato (ovvero ≥1,2 g/kg di peso corporeo/die) è consigliato per coloro che si allenano e sono comunque attivi; la maggior parte degli anziani affetti da patologie acute o croniche necessita di un apporto proteico alimentare ancora maggiore (ovvero 1,2-1,5 g/kg di peso corporeo/die); gli anziani con grave malattia renale ma che non sono in dialisi, rappresentano un’eccezione a questa regola; integrazione di Vitamina D se carente. (4)
Per contrastare la resistenza anabolica (*) tipica dell’anziano, la scienza ha superato il concetto di “quota proteica totale giornaliera” a favore della distribuzione per singolo pasto, pertanto per massimizzare l’effetto è necessario distribuire le proteine in modo equo (es. ogni 3-5 ore) e superare questa soglia più volte al giorno.
La leucina è un amminoacido essenziale che funge da “interruttore” per attivare la via metabolica mTORC1, responsabile della sintesi proteica muscolare. Questo meccanismo si avvia al raggiungimento della soglia leucinica che si ottiene con un pasto contenente circa 25-40 grammi di proteine di alta qualità (ricche di amminoacidi essenziali) che apporterebbero circa 2.5 – 3 grammi di leucina. (5)
Fonti ottimali sono quelle animali (proteine del siero del latte, uova, carne, pesce) poiché più ricche di leucina rispetto a quelle vegetali. Ad esempio, 20-30 grammi di proteine del siero del latte sono sufficienti a raggiungere la soglia.
Con l’invecchiamento, la sensibilità del muscolo alla leucina diminuisce e le persone anziane (over 60), per ottenere lo stesso effetto anabolico, potrebbero aver bisogno di una soglia più alta, fino a 4g di leucina per pasto.
Una recente meta-analisi pubblicata su BMC Geriatrics nel 2025 ha analizzato gli effetti dell’integrazione proteica sulla massa muscolare, forza e performance fisica in anziani fisicamente inattivi.
I risultati della ricerca attuale suggeriscono che l’influenza dell’integrazione proteica sulla massa muscolare non è significativamente efficace, e sono stati osservati risultati contrastanti per quanto riguarda la forza muscolare e la performance fisica negli anziani fisicamente inattivi. (6)
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(*) La resistenza anabolica è la ridotta capacità del muscolo invecchiato di sintetizzare nuove proteine in risposta all’assunzione di aminoacidi e all’esercizio fisico.
(1) (2) Dent E, et al. International Clinical Practice Guidelines for Sarcopenia (ICFSR): Screening, Diagnosis and Management. The Journal of Nutrition, Health & Aging, 2018. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30498820/
(3) Ferreira V, et al. Exercise interventions for the prevention and treatment of sarcopenia. Journal of Nutrition Health & Aging, 2019/2023. Conferma l’efficacia dell’allenamento contro resistenza ad alta intensità.
(4) Bauer J, et al. Evidence-based recommendations for optimal dietary protein intake in older people: a position paper from the PROT-AGE Study Group. JAMDA, 2013.
(5) Wall BT, et al. The importance of protein quantity and quality for maintaining skeletal muscle mass in older adults. British Journal of Nutrition, 2014.
(6) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40200135/

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